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Credici, oltre l'anteprima.

Mi sono appassionata a scriverlo, voglio che vi divertiate a leggerlo, che susciti in voi riso, commozione, aspettativa, coinvolgimento e che vi chiediate "come diavolo andrà a finire"? Così?

IL BELLO È L'ATTESA
Da stasera sono ufficialmente in ferie, ma io mi sento già in missione. Per ora sto in casa, sgranocchio noccioline e mi guardo Grey's Anatomy, in attesa di istruzioni. Non ho chiesto troppi particolari, mi piacciono le sorprese. Le sorprese movimentano la vita. La mia speranza segreta è che accada qualcosa che mi aiuti a buttare fuori tutta l’energia che sento imprigionata in me, tanta voglia di fare e di dare. E non so a cosa e non so a chi. Il bello è l'attesa. Non ho grandi pretese e così prendo la vita come viene. Già sono riuscita a lasciarmi alle spalle un bel fardello. Ora ho un lavoro, nel tempo libero mi vesto, male, ma come mi pare. Se voglio esco, quando mi gira, poco. Potrei concedermi pure qualche flirt, se mi decidessi a frequentare i posti giusti, Milly insiste molto su questo punto, ma la gioventù milanese ha il potere di intimidirmi, sono tutti così alla moda e pure spocchiosi, sempre lì a trafficare coi loro telefonini e le ragazze mi sembrano tutte uguali. Di uomini veri non ne ho visti, là in mezzo, solo creste e piercing. Io voglio un uomo-uomo, quelli che profumano di dopobarba, non un ragazzino col gel e neppure un tizio coi muscoli esagerati con quei tatuaggi giganteschi. Li esibiscono come trofei, forse non hanno molto dentro se si colorano esageratamente fuori. Per ora la mia vita è questa, vado anche a far colazione con brioche e cappuccino e con quel piccolo rituale sono contenta come un ex-ergastolano. Certo ho quel sogno dell'editore che mi corre dietro con la penna per firmare il contratto, ma è la mia unica debolezza. Sì, no. Forse. Mica son tanto normale, lo so. Non oso chiedere di più dalla vita, mi ci affaccio ora. In fin dei conti fino a un anno fa… non ho voglia di pensarci. Come non ho neanche voglia di fare un pasto completo, ora ho solo freddo e dopo una bella doccia calda me ne sto qui sul divano in accappatoio e col plaid. È l’ideale. Ecco, proprio adesso che Jackson sta per baciare la rossa, squilla il cell, non ho l’iPhone perché mi faccio troppo casino con la tecnologia. Nella mia vita precedente, al paesello, che poi era una piccola cittadina, ero una creatura delle caverne e temo di essere ancora nel periodo di adattamento. "Ciaoooo Nike, come te la cavi?", è la voce argentina di Milly. "Bene, ci sono novità, e tu?" Ci confidiamo sempre tutto, anche cose di lavoro divertenti, sebbene gli incarichi delle ragazze, i nomi dei clienti e certi particolari, dovrebbero restare top secret. Aggiungendo che lei è propensa al pettegolezzo, quello buono, ho conosciuto pian piano molto di questo piccolo mondo parallelo popolato da belle ragazze e uomini danarosi. Ci sono anche termini particolari che a volte non comprendo, ma faccio finta di capire per non passare sempre da campagnola sprovveduta. Milly è alla Settimana del Cinema, e il suo compito è mostrarsi in pubblico con un produttore che è innamoratissimo della fidanzata ma, visto che lei è una bella donna molto corteggiata, la sua tattica anti-cornutismo è farla ingelosire facendosi fotografare con ragazze giovani e bellissime, come a dirle “stai attenta! Sono un uomo molto desiderato!” Poi con la bella di turno non ci fa nulla. Spenti i riflettori, la ragazza è completamente ignorata, mentre lui attende le telefonate di gelosia che lo fanno sentire amato. Della serie mi-rendo-prezioso. Strano modo di pensare, ma questi ricchi pagano bene. Stasera Milly è libera e si annoia, anche perché non può farsi vedere in giro da sola, altrimenti si parlerebbe di rottura tra il cliente e la sua "donna del mistero" e il piano del tipo bassa-autostima salta. Sì, lo so, è un tantino complicato e poi dicono che siamo noi donne quelle tortuose. Milly mi racconta delle feste, solita gente che gira, gioielli che lei riconosce lontano un miglio, vestiti che costano un occhio. Sentire le sue cronache mondane in questi mesi, è stato un po' come andare a lezione, ho appreso molto, ho buona memoria, è tutto stipato nel mio magazzino mentale, caso mai ne avessi bisogno nella realtà o nella finzione. Sono partita male. Le prime volte non capivo quando mi raccontava che indossava un abito di Valentino o di Kenzo. Pensavo fossero amici suoi e non riuscivo a comprendere perché dovesse farsi prestare abiti da uomo. Quando alla fine le ho esposto i miei dubbi, ricordo che abbiamo riso fino alle lacrime. Non questa volta però. Quando le parlo a grandi linee di questo Mister Keeney, non entro nei particolari, non mi pare corretto. Dall’altra parte mi risponde il silenzio. "Milly sei ancora lì?" "Sì sì. Sei sicura? Mister Keeney?" "Lo conosci?" "In un certo senso sì, ci ho passato un week-end e ho usufruito del fuori-pacchetto, un paio d'anni fa, quando lavoravo a Roma", ridacchia, "non potevo lasciarmelo sfuggire, anche se ho faticato un pochino." "Faticato? In che senso?" "Lascia perdere, tanto da quello che sento tu dovrai fare un lavoretto pulito e anche divertente." "Divertente? Per me sarà uno stress pazzesco, anche perché, alla fine, dopo tante spiegazioni non so ancora capire cosa devo fare! So solamente che si tratta di qualcosa che non ha a che fare con… " "Il sesso? Magari è una specie di rappresentazione come la mia o forse ti devi infiltrare in qualche ambiente per snidare dei criminali! Ti ci vedo bene come esca con quel visetto da cerbiatta!” “Milly, per favore, non spaventarmi, già sono agitata di mio”, la supplico. “Dai scherzavo! Certo è strano che abbia delegato la scelta a un’altra persona. Keeney le avrà dato poche istruzioni, quelle indispensabili. È uno che ci tiene alla sua privacy. Sono convinta che andrai alla grande, però ti prego stai attenta!" Il tono è accorato, quasi angosciato. "A cosa, scusa?" Milly esita. "È un tipo… è un gran bel tipo, certo ha le sue perversioni, ma questo, appunto, non c'entra." "E allora?" "Dovrei raccontarti un po’ la sua storia… " "Vai! Un momento! Come mai la conosci?" "Non posso dirtelo." "Troppi misteri, non bado ai pettegolezzi." Sospira: "La Martini ha un archivio dove ci sono le schede dei clienti."

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